Ecco, puntuale, l’aggiornamento sulla vicenda della multa. Secondo voi, la cosa si è risolta?
Per chi non avesse letto i commenti, Arturo ha raccontato di un fatto simile, per sua fortuna subito risolto perché sulla notifica della multa, pur essendo indicato il numero di targa della sua auto, il modello del veicolo era diverso. Dopo aver inviato il fax del libretto e chiarito l’equivoco, i vigili di Ischia hanno provveduto ad inviare l’annullamento della contravvenzione.
Nel mio caso le cose sono purtroppo più complicate: sulla notifica della multa il modello del veicolo è indicato come “AUTO” (hanno ristretto il campo, potevano scrivere anche solo “dotato di ruote”). Ho telefonato ieri mattina alla Polizia Municipale di Qualiano, ma chi ha risposto mi ha chiesto di richiamare oggi perché in quel momento oberato di lavoro. Così ho fatto, ma oggi mi ha risposto un altro collega a cui ho dovuto rispiegare tutto. Mi ha consigliato di non preoccuparmi perché di sicuro si trattava di un errore. Ho richiesto di verificare il modello dell’auto, ma cortesemente mi ha risposto di no, tanto “bastava” fare ricorso e al 99% sarebbe stato accolto.
A meno che si tratti di un caso di targa clonata (e lo stesso vigile sembrava escluderlo), la multa è derivata da un loro errore. Verificarlo subito e aiutarmi a risolvere il problema era solo questione di serietà e di un minimo di umana comprensione. Ho fatto inutili telefonate (perché farmi richiamare oggi per poi liquidarmi in tre secondi dicendomi di fare ricorso?), mi sono rivolto a un avvocato (per fortuna è un amica), dovrò fare ricorso al Prefetto con raccomandata e aspettare non so quanto per avere una risposta, senza peraltro avere la certezza che il ricorso venga accettato.
Datemi del qualunquista, ma la morale – tutta italiana – è questa: se il cittadino sbaglia, (giustamente) paga. Se a sbagliare sono le istituzioni (oltretutto peccando di pressapochismo, vedi modello dell’auto non indicato), non si sbattono nemmeno il minimo sindacale per aiutarti, ed è poi sempre il cittadino che deve farsi interamente carico della soluzione del problema (tempo, denaro, stress).

Utilizzando il metodo del tutto italiano del call center secondo il quale è “verità” quella che tre addetti al call center in tre telefonate diverse ti comunicano come “verità”, io proverei lo stesso metodo con Quagliano chiamando ogni giorno fino a trovare quello più umano che risolva il problema più semplicemente
E si, la cosa e’ davvero pazzesca.
Per fortuna che hai un’amica avvocato, almeno sai come muoverti senza sbagliare.
In bocca al lupo Giorgio! Non mollare
- Grazie ancora Arturo, hai ragione, provando a richiamare più volte, alla fine potrei trovare la persona più umana e risolvere la questione. Ammetto un mio limite psico-etico: ho una forte allergia per questo modo di comportarsi all’italiana, dove devi inventarti sempre qualche scappatoia (per carità, in questo caso un po’ di insistenza sarebbe più che giustificata) per ottenere ciò che è un elementare diritto (gli errori dovrebbero essere corretti da chi la commessi, non da chi li ha subiti)
A questo punto procedo in ogni caso con il ricorso al Prefetto, come suggeritomi dall’avvocato. Al limite mi preoccupo che respingano il ricorso non perché infondato, ma per un vizio (magari perché ho inviato la raccomandata troppo a ridosso del solstizio d’inverno
)
- Grazie Francesco per la solidarietà e l’incoraggiamento
Caro Giorgino,
il mondo è sbagliato,
forse la targa ti hanno clonato.
Forse è stato commesso un errore,
certo che stanno spargendo il terrore.
Ma fra ricorsi e carte bollate
la fortuna è avere le amiche avvocate!
Chi l’ha detto che gli avvocati sono cinici e senza cuore?
La mia è una poetessa sensibile, che parla solo in rima.
Dimenticate i previti e i taormina… Se invitano l’avvocatamia a Porta a Porta, non ce n’è per nessuno
Ciao, grazie!
domanda pirlissima. non è che la tua targa è NO 123456 e loro hanno sbagliato con una NA 123456?
bb,
m
Ti rispondo NO. O forse NA
Ciao
PS: ieri ho spedito il ricorso con raccomandata ar
Caro Giorgio, sono dispiaciuto per l’inconveniente, effettivamente una seccatura che poteva essere evitata, dispiace ancor di piu per la mancanza di professionalita e la noncuranza conn cui ti hanno risposto, a tal proposito mi riviene in mente un articolo di Gramellini,…
Non m’importa di te
In apparenza il lettore umbro Piergiorgio O. racconta la solita storia di ottusità burocratica. I vigili di Milano gli ritirano il libretto di circolazione perché non ha fatto il «tagliando» nei tempi previsti, lui torna a casa per mettersi in regola, ma come in un incubo kafkiano all’officina gli dicono che senza il documento requisito la revisione non si può fare. Comincia la trafila di telefonate a vuoto e di carambole regolamentari in cui la nostra pubblica amministrazione è maestra: venga qui, no vada là, le ricordo la raccomandata in carta da bollo, ma perché mi ha portato la raccomandata, ci voleva il fax e poi guardi che non ci siamo capiti, ricominciamo tutto daccapo.
Ciascuno di noi conosce questi viaggi umilianti nello stomaco dell’umanità e ne dà la colpa al governo, al sistema o, quando è di luna buona, alla mancanza di buon senso. Ma se uno si sforza di riavvolgere il nastro, scopre che all’origine c’è sempre il silenzio pigro o inconsapevole di un uomo. In questo caso il vigile, che nel ritirare la carta di circolazione avrebbe dovuto spiegare all’automobilista che cosa occorreva fare per rientrarne in possesso. Questo semplice gesto richiede molto più di una rivoluzione politica. Una rivoluzione individuale: mettersi nei panni altrui. Siamo in guerra. E oggi le guerre, in Occidente, non si combattono con le armi, ma col menefreghismo che ci avvelena la vita ogni giorno. Solidarietà è parola logorata dall’abuso. Amore è troppo. Disponibilità troppo vago. Rispetto, ecco: per aiutare il prossimo a non impazzire non si richiede di amarlo. Sarebbe già più che sufficiente rispettarlo.
E’ vero lenisce poco ma fa riflettere.
Un saluto e cosa piu importante la prossima volta invece di andare a Qualiano… ritornate nella vostra Capri che vi aspettiamo tanto.
FRANCO LILLY E MATTIA
Grazie mille, Franco, l’ottimo Gramellini al solito con poche azzeccate parole riesce a centrare il problema (quanto invidio le persone dotate di questo talento!
).
Scusa il ritardo nella pubblicazione, il tuo messaggio (hai inserito dati leggermenti diversi dalle volte precedenti) è finito in moderazione. E’ una misura cautelativa che funziona solo con chi inserisce il commento la prima volta: serve per “parcheggiare” in attesa della mia approvazione tutti i commenti che potenzialmente potrebbero contenere insulti, minacce, spam e tutte una serie di altre idiozie da cui i blog sono sempre più invasi quotidianamente.
Un abbraccio a te, a Lilly e al piccolo Mattia!
Ci sentiamo presto per gli auguri
Pingback: Kafkian Stories, multato e perseguitato per non aver commesso il fatto | Zanblog.it di Giorgio Zanetti
ciao a me hanno fatto una multa in divieto di sosta per carico e scarico nonostante avessi le 4 frecce e stavo scaricando perche abito li sopra e nonostante gli avessi detto guardate che sto andando via me l hanno fatta per di piu hanno messo punto invece di grande punto… secondo voi mi accolgono il ricorso?