Rassegna stampa internazionale /005

EarthITALIA

Per Time l’Italia potrebbe aver trovato in Matteo Rienzi, 34, candidato a Sindaco di Firenze il nuovo Obama (?)

Le Monde descrive l’accordo italo francese in materia di energia nucleare. Ai francesi si dischiude un mercato potenziale di 40 mld di euro, che potrebbe essere ostacolato da quel fanatismo ambientale contro il quale Berlusconi ha dichiarato sarà inflessibile.

Il WSJ fa riferimento ai Tremonti bonds coi quali il Governo si impegna – fra i 10 e i 12 mld di euro – a sostenere le banche nella loro capitalizzazione e nella loro funzione di erogare credito alle imprese. Non sono ancora pronti i dettagli, ma si sa che, qualora aderissero – e già per certe vi sono UniCredit Intesa e MPS – esse dovrebbero impegnarsi a sospendere le rate dei mutui per coloro che hanno perso il posto di lavoro, oltreché impegnarsi al rispetto di un codice etico.

Il VATICANO

La Chiesa si prepara ad un’ingerenza estrema, invitando sia i politici sia i giudici cattolici ad attivarsi contro l’aborto. Che succederebbe in un Paese come l’Italia? In America, sostengono che se si addivenisse ad un’esplicitazione di quanto adombrato nel discorso rivolto da Benedetto XVI a Nancy Pelosi, i Giudici della Corte Suprema di ispirazione cattolica dovrebbero dimettersi dopo la promulgazione della legge pro choice di Obama.

Nel frattempo si segnala la grave crisi morale in cui versa la Chiesa austriaca, scioccata per la presa di posizione romana verso i lefebvriani, riammessi dopo la scomunica. Organismi cattolici di base chiedono riforme strutturali – abolizione del celibato, ammissione delle donne alla liturgia, ecc. – per uscire da quel declino iniziato dopo gli scandali di pedofilia e pedopornografia occorsi. Da notare come da questa situazione ne esca progressivamente rafforzata la Chiesa Evangelica.

Benedetto XVI riafferma il primato della Cattedra di Pietro rispetto a tutte le Chiese, richiamandosi ai documenti (Lettera di Paolo ai Romani) e alla Tradizione. E’ avvertita l’eco delle polemiche successive alla riammissione della Comunità Lefebvriana di S. Pio X, contestata veementemente dal clero tedesco e nord europeo. Non solo, in un discorso pronunciato in data 19/2 esalta la figura di Beda il Venerabile come uno dei precursori dell’unità europea, centrata comunque sul Primato della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Interessante l’intervista concessa da Hans Kung a Le Monde: la Chiesa Cattolica, secondo il teologo, corre il rischio di divenire una setta. Il Vaticano oggi viene paragonato al Cremlino di una volta. Il Papa si mantiene, secondo il teologo, fedele al solco della Tradizione risalente all’epoca medievale ed ellenistica alla luce delle quali vuole interpretare il Concilio Vaticano II. Può la Chiesa permettersi il lusso di perdere fedeli pur di rimanere compatta e tetragona, senza alcuna critica o dissenso? Questa è la sfida.

USA

Esiste la concreta possibilità che sotto Obama venga istituita una Commissione d’Inchiesta sui crimini commessi dall’Amministrazione Bush. Hillary Clinton nel suo primo viaggio in Cina dichiara che la questione dei diritti umani passa in secondo ordine rispetto alla necessita di far ripartire l’economia mondiale: chiunque può immaginare la reazione di tripudio da parte di Amnesty e Human Rights Watch, pari solo a quella del Governo Cinese…!

Obama al Congresso difende il suo piano, centrato sì, nell’immediato, nel salvataggio di alcuni settori, ma, nel medio-lungo termine, nel ridurre la dipendenza energetica degli USA; nel miglioramento della sanità e dell’istruzione.

Fonti: FT.com | The Nation | Time

RUSSIA

Le Monde [Nota di GZ: articolo al momento non disponibile] descrive come la Russia stia sfruttando le sue riserve, ammontanti a 380 mld di dollari, per condizionare le repubbliche un tempo parte del suo impero. La Bielorussia è totalmente dipendente, sia per forniture di energia sia sotto il profilo militare. Il Kirghizistan, a fronte di un prestito di 2 mld di dollari, si sta impegnando a espellere le basi americane dal Paese.

L’Ucraina stessa è in trattative con Mosca per un prestito di 5 mld di dollari per evitare il default finanziario, con quali ripercussioni politiche è facile immaginare. Il messaggio comunque, per “Le Monde”, è chiaro: Mosca vuole riaffermare, fra prestiti finanziari e forniture energetiche, la propria primazia sull’Est Europa.

ECONOMIA

Perché coloro che hanno osservato le regole, comportandosi correttamente e in modo prudente, dovrebbero oggi sacrificarsi per coloro che si sono comportati nella maniera diametralmente opposta? Obama cercherà nel primo mandato di riorganizzare la spesa pubblica a vantaggio dell’ambiente e della copertura sanitaria, mirando al contempo a tagliare il deficit che quest’anno sarà dell’8,3% sul PIL (il più alto dalla fine della II Guerra Mondiale). L’idea è alzare le tasse verso settori finanziari (es. hedge funds, i loro managers, ecc.) per ridistribuire reddito, e ridurre alcuni capitoli di spesa destinati alle forze armate. Una crisi così potrebbe continuare a lungo, e, soprattutto, potrebbe chiedersi allo Stato di intervenire nel salvataggio di altre banche. La disoccupazione salirà all’8,8%: molti si attendono che Obama dichiari insufficiente il pacchetto di 787 mld di dollari approvato.

Si parla apertamente di insolvenza di diverse banche e si suggerisce la nazionalizzazione delle medesime, senza mezzi termini sia pure in un arco limitato di tempo.

Nazionalizzazione può peraltro significare cose fra loro diverse: intervento nel capitale, nella nomina dei vertici entrambe le cose; oppure diverso può essere l’oggetto, le piccole medie banche piuttosto che quelle grandi. In ogni caso non è intervento che si possa escludere totalmente.
Qual è il senso però di salvare banche con perdite spaventose da accollare al popolo americano, per poi, una volta ripulite, consegnarle a una nuova oligarchia finanziaria? Si verificherebbe l’opposto di ciò che predicava FDR quando, di fronte alla crisi finanziaria del 1929, sosteneva doversi cacciare i cambiavalute e portare il denaro fuori dal tempio: qui sarebbero addirittura i cambiavalute a consigliarci di comprare il tempio…! Il pacchetto di Obama è uno spreco colossale di soldi?
Alcune misure dovrebbero entrare in funzione dal 2011, altre non riescono a risolvere i problemi dei deficit statali e nazionali, in altri meccanismi è oscuro come possano trasferirsi soldi da un settore all’altro. Intanto, dal summit di Berlino si esce con la proposta di maggiori regolamentazione sui mercati finanziari, con la volontà di raddoppiare le risorse già messe a disposizione dal FMI.
Il FT fa riferimento alla difficoltà, sul piano operativo, di fissare una regolamentazione esclusivamente europea per i mercati finanziari data la riluttanza di ogni singolo Paese a cedere quote di sovranità.

Fonti: nytimes.com | The Washington Post | nytimes.com | Fortune | RealClearPolitics | The Nation | iht.com | iht.com

ASIA

Ordinare un nuovo dispiegamento di truppe in Afghanistan senza una preventiva strategia non è una grande idea (cfr. The Economist “Boots on the ground“ Feb 19th 2009) Obama vorrebbe adottare una nuova linea – AfPak – considerando Afghanistan e Pakistan come un unico teatro di guerra. Altri soldi allora per un Pakistan inaffidabile il cui esercito è pensato per una guerra di lungo respiro contro l’India? Altri soldi in Afghanistan dove dilaga la corruzione?

Segnalo l’articolo di Robert Kaplan sull’ultimo numero della rivista Foreign Affairs, circa il ruolo decisivo che giocherà l’Oceano Indiano nello scacchiere geopolitico del XXI secolo. L’Oceano Indiano include l’intero mondo islamico dal Sahara all’Indonesia e, soprattutto, proietta la possibile sfida fra le due superpotenze India e Cina: la prima teme che la seconda voglia circondarla con basi lungo l’Oceano Indiano per contenerne l’espansione. Per far questo però la Cina deve smobilitare parte della sua potenza da Taiwan per proiettarla sull’Oceano. Gli Usa, dal canto loro, combattono tre sfide: la crescita di un Grande Medio Oriente nel segno dell’Islam, la lotta per l’influenza sulle province meridionali dell’ex impero sovietico ricche di gas, e la guerra strategica fra Cina ed India.

L’obiettivo USA sarebbe quello di creare un ordine mondiale marittimo con India e Cina trovando punti d’intesa nel combattere la pirateria e il terrorismo: il compito però è assai arduo data l’eterogeneità di interessi e la molteplicità degli attori in gioco. Più realisticamente, allora, si tratta di gestire un declino irreversibile cercando di evitare vuoti di potere che potrebbero scatenare conflitti violenti.

Altro punto notevole è la situazione nel Tibet. Detto della presa di posizione della Clinton, rimane chiaro che le popolazioni tibetane passeranno un altro anno all’insegna del pugno di ferro: monasteri controllati da guardie armate, monaci incarcerati a tempo indeterminato senza accuse e senza processo e costretti ai programmi “rieducativi” di Pechino.

EUROPA OCCIDENTALE

La Spagna è entrata in recessione, la disoccupazione è al 19%, deficit al 6,5% e contrazione del PIL a – 3%, 1 mln di appartamenti vuoti, cantieri fermi; nonostante il rapporto debito/PIL sia il più basso, le agenzie di rating hanno declassato il Paese. Ci vorranno davvero sette anni per riprendersi?

EUROPA BALCANICA

Situazione economica grave, corruzione dilagante in Kossovo oggetto di una politica di isolamento da parte della Serbia. A nord del Paese, i Serbi rispondono solo a Belgrado che si è rivolta alla Corte Internazionale di Giustizia per sapere se la dichiarazione di indipendenza sia legittima o meno. E’ forse un passaggio necessario per arrivare all’adesione all’UE? Per distendere i rapporti con Washington? Il contenzioso sui confini fra Croazia e Slovenia si fa aspro, specie dopo l’adesione della Croazia alla NATO che il Parlamento sloveno non vuole ratificare. Nella Macedonia c’é rischio che il Paese si sgretoli se non riesce ad aderire alla UE: molto forte è la minoranza albanese.

EUROPA ORIENTALE

Il WSJ illustra la crisi finanziaria dell’Est Europa, peraltro assai diversa da Paese a Paese: gravissima in Lettonia e Ungheria, seria ma non catastrofica in Polonia. L’Europa Occidentale non può permettersi di abbandonare questi Paesi al loro destino.

Sulla delicatezza del tema insiste The Economist. L’Europa Orientale è cresciuta nel miraggio di raggiungere la parte occidentale del Continente negli standard di vita e nella ricchezza pro capite. Un’adesione all’Euro e all’Unione, in modo affettato; lo spreco di miliardi, la corruzione, l’inefficienza concause che hanno portato al collasso, oggi in grado di minare le fondamenta stesse dell’Unione. Paesi come Italia e Austria sono fortemente esposti. L’unico rimedio l’intervento di Commissione UE, BEI e BCE.

MEDIO ORIENTE

Lucidissimo articolo di Henry Kissinger sulla posizione americana in Afghanistan. Il vero problema è condurre a termine una guerra con criteri sia tattici (addestramento di un esercito afgano) sia politici (il Paese non ha storicamente radici democratiche: occorre partire da singoli accodi con capi tribù e procedere alla “clean, hold & build strategy”). A livello internazionale questo implica il coinvolgimento della Russia.

Dall’Osservatore Romano si apprende che Israele stia meditando di sabotare il progetto nucleare iraniano uccidendo tecnici e scienziati collaboranti, come il caso di Ardeshire Hassanbopour trovato morto per una misteriosa fuga di gas. Tale approccio sarebbe preferito in luogo dell’attacco diretto all’Iran che dovrebbe avere luce verde dagli Usa, per ora non propensi ad una simile soluzione.

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