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29/06/2009 Edmond Dantes
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EarthECONOMIA GLOBALE

Dopo due anni terribili, si sta forse raggiungendo, fra economisti ed addetti ai lavori, un consenso di massima sulla Grande Recessione che ci ha colpito a seguito del collasso del sistema bancario e finanziario internazionale. Innanzitutto sembra essere stato accettato il principio per il quale occorresse, ed occorra, una forte iniezione di capitali per fronteggiare la crisi; così pure, secondo questa nuova dogmatica emergente, che il nadir dei valori azionari sia stato raggiunto a marzo di quest’anno e che ora, molto lentamente avverrà la ripresa.

Esiste ancora peraltro un dibattito animato fra gli economisti circa i pericoli che possono derivare da un intervento così massiccio dello Stato: alta inflazione, e aumento di deficit e debito pubblico tale da gravare sulle generazioni future. Eppure solo i Governi in questi momenti di crisi possono rianimare la fiducia fra i risparmiatori, purché si mantenga la trasparenza di indicare quali progetti si intendano finanziare e quali benefici si vogliano offrire.

Piccola annotazione. Da ultimi ritrovamenti sembra che le fortune dei Rothschild e dei Freshfields si siano fondate in gran parte sul sangue degli schiavi nelle colonie americane, sia nel commercio degli schiavi stessi sia nel loro impiego.

[Fonti: 01 | 02 | 03]

CINA

Permangono problemi irrisolti nelle relazioni fra Taiwan e Cina, poiché i paesi che hanno relazioni con la seconda non possono di fatto avere relazioni diplomatiche indipendenti con la prima, riconosciuta come entità statale autonoma solo da 23 stati peraltro poveri e politicamente irrilevanti tranne… il Vaticano. Qui si giocherà la partita vera per Taiwan, perché un appianamento politico fra le due potenze avrebbe per l’isola conseguenze letali.

[Fonte: 01]

INDIA

Nel 1967, nel Bengala Occidentale, fu lanciata un’offensiva dai maoisti nel villaggio di Naxalbari (da cui il nome di Naxaliti ai sostenitori). L’area è molto povera, scarseggia in materie prime basilari e l’analfabetismo è imperante. La politica repressiva del Governo centrale e locale nei confronti dei Naxaliti è comunque fallimentare, non solo per via della disparità numerica delle forze in campo (inadeguate quelle governative) ma soprattutto per motivi di ordine politico. Nonostante il fallimento del partito comunista indiano nella regione, non si è ancora riusciti ad attuare interventi infrastrutturali, specie in campo agricolo, capaci di fare uscire l’intera area dal suo isolamento.

[Fonte: 01]

ASIA

La storia di Kaing Guek Eav ex comandante, nome di battaglia Duch, ex comandante del campo di concentramento di Tuol Seng allestito dai Khmer Rossi, dove ci furono migliaia di morti e solo una dozzina di sopravvissuti: oggi è stato condannato per le atrocità commesse fra il 1975-1979, ma la giustizia a riguardo nel continente asiatico è ancora troppo lunga ed incerta. Ancora molti Khmer sono liberi e Duch probabilmente sarà l’ultimo a scontare una pena.

La stessa situazione a Timor est dove una commissione indipendente sta indagando sulla morte di 200 mila persone durante l’occupazione indonesiana a metà degli anni ’70.
Il problema di raccordare giustizia e riconciliazione nasce anche dall’obiettiva difficoltà di garantire risarcimenti adeguati ai familiari delle vittime di tali atrocità, nonché, da un punto di vista geopolitico, di quale debba essere il livello di coinvolgimento di potenze straniere in tali situazioni.

[Fonte: 01]

MEDIO ORIENTE

Iran – La rabbia nelle strade può anche essersi placata ma la battaglia ai piani alti del regime infuria.

In termini di immagine, l’alto clero ne è uscito sconfitto mentre il desiderio di libertà della gente è rimasto intatto. Potrebbe profilarsi uno scontro fra Khamenei attuale Guida Suprema da una parte e Rafsanjani dall’altra, con gravi ripercussioni anche all’interno delle stesse Forze Armate.

Il ruolo del clero nel paese è centrale per indirizzare il comportamento degli sciiti nella vita di tutti i giorni, secondo le prescrizioni del Corano. Tuttavia questo non avviene pacificamente: ci sono sempre state dispute dottrinali molto violente sul rapporto fra fede e politica, e la situazione odierna ripropone il dilemma se l’architettura istituzionale elaborata a suo tempo da Khomeini debba rendersi soggetta a modifiche (nel senso di maggiore democrazia) o immutabile come data una volta per tutte.

[Fonti: 01 | 02]

AFRICA

Il Governo dello Zimbabwe ricorre al lavoro forzato, alla tortura ed alla violazione sistematica dei diritti umani nell’impiego della forza lavoro nelle miniere di diamanti nella zona orientale del Paese. Al problema si sta interessando attivamente il Sudafrica mentre USA e UK sono presi dal dilemma fra interrompere flussi di denaro, con gravi ripercussioni per la popolazione, o continuarne l’invio, con la possibilità che il Governo li storni per finalità illecite.

Il Governo Somalo è impotente di fronte alla lotta portata, al suo interno, dai gruppi jihadisti e anche gli stessi vicini (Kenya ed Ethiopia) non sembrano intenzionati ad intervenire per riportare l’ordine data anche la presenza di forti minoranze somale al proprio interno. Così il gruppo estremista islamico Shabab sembra diffondersi a macchia d’olio, grazie anche al sostegno di combattenti provenienti dal Pakistan. L’intervento americano per garantire, di nascosto, armi e sostegno al governo, sembra piuttosto tardivo e inefficace.

[Fonti: 01 | 02]

AMERICA MERIDIONALE

L’economia in Messico si è contratta dell’8% e molti analisti prevedono un peggioramento della situazione nella seconda metà dell’anno. Questo è dovuto al fatto che l’export del paese è indirizzato all’80% agli USA dove la crisi ha colpito in modo durissimo.

La città messicana di Ciudad Juarez ne è l’esempio più lampante: al confine col Texas, ha perso in un anno 50 mila posti di lavoro. Si sta cercando di porre rimedio attraverso un programma di fortissimi incentivi fiscali per le aziende americane che intendano insediarsi.

Gli ultimi dati forniti dalle Nazioni Unite sembrano confermare un calo netto della coltivazione di piante da coca in Colombia, a fronte di un aumento in Perù e Bolivia. Il controllo esercitato dal Governo sul territorio nei confronti delle FARC nonché l’eradicazione manuale, ettaro per ettaro, delle piantagioni hanno contribuito a tale risultato.

Il problema è che manca una cultura della legalità di fondo, e gli interventi dei vari governi non sono sempre tempestivi nel garantire una valida alternativa ai contadini che si trovano coltivazioni distrutte senza avere nulla in cambio.

Si sta aprendo comunque uno spiraglio per un’ efficace politica di legalizzazione del consumo di droga i cui proventi sarebbero destinati alla prevenzione ed all’educazione dei giovani: le resistenze comunque a questa impostazione, l’unica che possa condurre a validi risultati, sono però portate ancora anche dai piani alti delle Nazioni Unite.

[Fonti: 01 | 02 | 03]

USA

Nonostante gli USA spendano, in Occidente, quasi il doppio degli altri paesi nella sanità, hanno i peggiori risultati quanto a tassi di mortalità e aspettative di vita.

Cinquanta milioni di americani non hanno copertura sanitaria ed assistenziale, mentre le assicurazioni private, di fatto, non coprono in maniera adeguata malattie gravi e prolungate. Da una parte, il carico fiscale per supportare le cure della popolazione più povera e meno istruita diventa sempre più gravoso sui budgets dei singoli stati; d’altra parte le imprese, vedi il caso di General Motors, rischiano la bancarotta se costrette a provvedere con le sole loro forze a problemi sanitari e assistenziali di una certa entità.

Idem dicasi del lasciare alla sola iniziativa dei singoli il problema di gestire la copertura sanitaria ed assistenziale, incidendo questo altrimenti in modo abnorme sulle retribuzioni.

Obama si trova di fronte al problema della sostenibilità negli anni a venire di un carico economico oscillante fra 1.200–1.600 miliardi di dollari. Tuttavia soluzioni ci sarebbero. In primo luogo non rendere più deducibili, per le imprese, i costi di assistenza e copertura sanitaria per i dipendenti: l’erario incasserebbe 250 miliardi di dollari l’anno. In secondo luogo, cambiare l’attuale approccio dei rimborsi sanitari per il quale più farmaci, più esami i medici prescrivono più soldi ricevono: questo fu il punto cruciale che determinò il fallimento del primo intervento della Clinton nel 1994.

Un altro sistema sarebbe quello di imporre ai privati una programmazione incentivante risparmi di spesa, senza i quali il pubblico subentrerebbe loro automaticamente.

A partire dal 2010, il censimento federale computerà quelli fra omosessuali come veri e propri matrimoni al pari degli etero. Si parla di 780.000 coppie legali negli States a cui Obama vorrebbe estendere parte dei benefici di legge riservati oggi ai matrimoni etero: sembra invece ancora in salita il pieno riconoscimento degli omosessuali, oggi pesantemente discriminati, all’interno delle Forze Armate.

Infine, con 219 voti a favore e 212 contrari, è passato alla Camera dei rappresentanti il progetto di legge per la riduzione delle emissioni in atmosfera, salutato da Obama come un grosso passo in avanti verso una più forte sensibilizzazione alle problematiche ambientali. Le emissioni devono scendere di 17 punti percentuali sotto i livelli del 2005 a partire dal 2020, e di 83 punti percentuali, sempre con base 2005, nel 2050. Molte associazioni ambientaliste contestano l’esistenza di compromessi che hanno vanificato l’impostazione iniziale: a settembre sul progetto si esprimerà il Senato.

[Fonti: 01 | 02 | 03]

EUROPA OCCIDENTALE

Angela Merkel è indubbiamente un politico capace. E’ riuscita a mantenere la sua popolarità nonostante una contrazione del PIL pari al 7%, un crollo della produzione industriale del 20% ed un numero di disoccupati vicino ai 4 milioni.

Tuttavia non bisogna aspettarsi da lei svolte radicali o discorsi roboanti alla Sarkozy: un po’ per la sua formazione culturale, un po’ perché rispecchia appieno il carattere profondo di un paese abituato a costruire il consenso in modo graduale ma assolutamente partecipato e condiviso.

Eppure, nonostante il Paese non sia certo “il malato” d’Europa, ci sono punti molto delicati ancora da risolvere: i servizi non sono ancora all’altezza del Paese, la formazione scolastica si è deteriorata, le prospettive demografiche non sono affatto buone; lo stesso processo di integrazione, specie con la minoranza turca, ha subito pesanti battute d’arresto.

Se questi problemi non verranno affrontati, non basterà solo vincere le elezioni con un messaggio rassicurante centrato sulla figura della Merkel stessa: il confronto con Adenauer risulterebbe per la cancelliera ancora troppo penalizzante.

Da molti Governi la Merkel è stata accusata di non spendere abbastanza denaro pubblico, ma la sua azione sembra molto apprezzata dai suoi concittadini, il 58% dei quali vorrebbe vederla riconfermata come cancelliera in coalizione coi liberali. In effetti, è intervenuta con salvataggi selettivi, con sostegni discriminanti a vantaggio di banche e istituti di credito.

Molto spesso è stata accusata di essere una pragmatista senz’anima, votata a risolvere i problemi giorno per giorno senza alcuna ampia visione di riferimento: è una critica ingenerosa. Innanzitutto istintivamente la Merkel è assolutamente filo–occidentale, e forse avere rinunciato ai suoi iniziali propositi di riformare il mercato del lavoro e il fisco può esserle contestato.

Nei confronti della Chiesa, nel caso dei negazionisti, ha assunto una posizione netta e decisa a rischio di scontentare molti cattolici della base CDU.

Diversa è la situazione che si respira in Francia, dove il capo del Governo, Fillon, si è dichiarato pubblicamente preoccupato per la tenuta del sistema finanziario qualora non si adottino misure più severe di controllo: dichiarazioni, di segno opposto a quelle pronunciate da Sarkozy, ciò che farà prevedere fra breve uno scontro.

La Spagna invece ha deciso di investire 12 miliardi di euro per la ristrutturazione del sistema bancario, incentivando fusioni ed aggregazioni fra istituti: altri soldi potranno derivare da depositi privati.

[Fonti: 01 | 02 | 03 | 04]

ITALIA

E’ come al solito avvilente leggere come il nostro Paese venga raffigurato, in questo numero di The Economist facendosi riferimento all’affare delle “call–girls ring” di Bari.

Tutto si ridurrà a battute da caserma nel mezzo degli incontri del G8 o in altre riunioni, tenuto conto del fatto che l’opinione pubblica è scarsamente informata sulla vicenda grazie al potere che il nostro esercita sui media. Più facile invece è guardare da vicino agli affari di famiglia.

La crisi ha colpito duro le entrate pubblicitarie di Fininvest: -12% nel primo trimestre dell’anno, ciò che si rifletterà sull’intero gruppo sempre a impostazione italocentrica, contando relativamente poco la spagnola Telecinco.

La Mondadori ha annunciato un processo di profonda ristrutturazione dovuto alla pesante flessione nelle vendite di libri e magazines. Il terzo pilastro del gruppo – Mediolanum – ha visto contrarsi i profitti del 38% ed una pesantissima perdita di valore degli assets tanto in Italia quanto all’estero. Il valore delle partecipazioni Fininvest in Mediaset è precipitato da 6,8 mld di euro del 2001 ai 3,8 mld di oggi.

Da qui si capisce anche la nuova linea imposta al Milan, basata su un rigido equilibrio di bilancio abbandonando ingaggi milionari e roboanti acquisti di anni or sono.

[Fonte: 01]


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