Attualmente fra le due superpotenze asiatiche, Cina e India, non corre buon sangue. La stampa cinese attacca frontalmente il vicino di ricercare un’egemonìa nell’intera area, di cercare interlocutori e “amici” (leggi USA) più lontano, ignorando chi invece è vicino: e ciò per via del passato coloniale dell’India che non riuscirebbe quindi, in quest’ottica, a liberarsi dalla contaminazione anglosassone.
Tutto è cominciato da quando le merci cinesi hanno iniziato ad affluire nel territorio indiano, l’India a propria volta ha alzato barriere più alte di ogni altro paese. Sicuramente – come avevamo anticipato in numeri precedenti – l’allargamento dell’influenza cinese nell’Oceano Indiano è vista con preoccupazione, così come la cooperazione nucleare con gli USA è vista molto male da Pechino. Esistono peraltro ancora dispute territoriali fra Cina e India che si trascinano da decenni: per la Cina, la zona dell’Arunachal Pradesh, per l’India una parte del Kashmir.
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Gli investitori sono apertamente preoccupati che i giorni bui non siano alle spalle, ma ancora da venire. Potrebbe profilarsi un’altra bolla speculativa all’orizzonte, e gli esiti del terzo trimestre saranno decisivi per capire le prospettive.
I prezzi dei generi alimentari sono saliti, a livello mondiale, enormemente fra 2007 e 2008 e centinaia di milioni di persone si sono trovate nella povertà e nell’indigenza assolute.
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Dopo due anni terribili, si sta forse raggiungendo, fra economisti ed addetti ai lavori, un consenso di massima sulla Grande Recessione che ci ha colpito a seguito del collasso del sistema bancario e finanziario internazionale. Innanzitutto sembra essere stato accettato il principio per il quale occorresse, ed occorra, una forte iniezione di capitali per fronteggiare la crisi; così pure, secondo questa nuova dogmatica emergente, che il nadir dei valori azionari sia stato raggiunto a marzo di quest’anno e che ora, molto lentamente avverrà la ripresa.
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Il FMI sostiene che l’UE dovrebbe introdurre degli stress test nei confronti delle proprie banche, seguendo il modello proattivo degli USA. Il problema è che nessuna banca intende pubblicare i risultati di una simile verifica, necessari per ripristinare la trasparenza e la fiducia dei risparmiatori verso il sistema: e questo, in un contesto in cui si prevede una ripresa solo a partire, se va bene, dalla seconda metà del 2010 non è propriamente il massimo.
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Tiene assolutamente banco la vicenda FIAT nelle cronache finanziarie internazionali. FT inizia il suo resoconto accennando alla molto tiepida accoglienza ricevuta da Marchionne in Germania per discutere dell’assorbimento della Opel: è fortemente temuto un ridimensionamento degli impianti a Kaiserslautern con conseguente perdita di posti di lavoro.
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La Cina ha negato la sua approvazione ad un intervento dell’ADB (Asian Development Bank) a favore dei territori dell’Arunachal Pradesh, in India, destinati a migliorare la gestione dei sistemi idrici e a rafforzare i territori contro le esondazioni. Non è stata data alcuna spiegazione di tale comportamento che giunge peraltro contemporaneamente allo sforza cinese di rafforzare il FMI (v. capitolo economia). Potrebbe questo essere il primo segnale dell’uso politico che Pechino intende fare della propria supremazia economica, verso quei paesi non allineati alla sua politica estera (per tutti, l’impostazione cinese sul problema Tibet): tale la situazione dell’India che ha ricevuto il Dalai Lama.




