Attualmente fra le due superpotenze asiatiche, Cina e India, non corre buon sangue. La stampa cinese attacca frontalmente il vicino di ricercare un’egemonìa nell’intera area, di cercare interlocutori e “amici” (leggi USA) più lontano, ignorando chi invece è vicino: e ciò per via del passato coloniale dell’India che non riuscirebbe quindi, in quest’ottica, a liberarsi dalla contaminazione anglosassone.
Tutto è cominciato da quando le merci cinesi hanno iniziato ad affluire nel territorio indiano, l’India a propria volta ha alzato barriere più alte di ogni altro paese. Sicuramente – come avevamo anticipato in numeri precedenti – l’allargamento dell’influenza cinese nell’Oceano Indiano è vista con preoccupazione, così come la cooperazione nucleare con gli USA è vista molto male da Pechino. Esistono peraltro ancora dispute territoriali fra Cina e India che si trascinano da decenni: per la Cina, la zona dell’Arunachal Pradesh, per l’India una parte del Kashmir.
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Dopo il referendum irlandese di approvazione del Trattato di Lisbona, sono in molti gli analisi a domandarsi cosa farà l’Europa da grande: un ruolo da comprimario fra USA e Cina, con Brasile e India pronte a superarla; o un protagonismo politico ed economico su scala globale?
Ci sono ostacoli ed opportunità. Fra i primi ci mettiamo sicuramente il Trattato stesso, oscuro nel linguaggio, complicato nelle procedure, e difficilmente oggetto di identificazione per gli oltre quattrocento milioni di persone abitanti nel continente. Aggiungiamo ancora l’euroscetticismo di marca britannica, che potrebbe, sotto un governo conservatore, portare i cittadini ad esprimersi sul Trattato di Lisbona creando sconquassi maggiori.
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BARACK OBAMA
Il premio sulla fiducia ha inventato
quest’anno lo svedese Comitato:
a un bambino che scrive il tema con cura
conferirà il Nobel per la letteratura.
Il parternariato orientale non può essere una scorciatoia alla pre–adesione, né può avvenire senza il coinvolgimento della Russia e della Turchia. Ripresa di dialogo con la Bielorussia su alcuni temi (es. adozioni internazionali) previo richiamo sul rispetto dei diritti umani e politici. Per Paesi balcanici il cammino verso l’integrazione è ineludibile: Croazia (l’opposizione slovena per i confini), Montenegro (legalità e lotta al crimine), Serbia (consegna dei criminali di guerra) i dossier aperti. La Bosnia deve impegnarsi al rispetto degli accordi di Daytona.
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Può il Presidente Obama sopravvivere al Fenomeno Obama? (TE 22/01/09)
Quali compromessi dovrà accettare una volta in carica?
Alcuni suoi supporter cominciano a nutrire dubbi: la chiusura di Guantanamo non più imminente, il prolungamento della guerra in Iraq, la sterzata verso il centro, ecc. (TELX 22/01/09), sentendosi già addirittura traditi .
Altri problemi sono quelli derivati dagli ultimi colpi di coda dell’Amministrazione Bush che (TM 23/01/09) all’ultimo momento ha approvato norme che indeboliscono la tutela dell’ambiente, per rimuovere le quali occorreranno mesi.




