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Legalizziamo l’eutanasia

Dal blog di Ivan Scalfarotto

L’avevo detto io [edit 26/01/2009 by GZ: rimosso link in quanto non più funzionante] che l’eutanasia era la prossima… L’ineffabile Giovanardi, quello che a Modena – sua rossa città natale – pare sia noto col soprannome di Non-tutte-le-ciambelle-riescono-col-buco, ne ha fatta un’altra delle sue: ha dichiarato che in Olanda (l’Olanda!!!) starebbero rinascendo le idee di Hitler, come dimostrerebbe la legislazione sull’eutanasia. Capito? Questo originale signore che si batte da sempre per ridurre a zero i miei diritti civili e che rappresenta un governo il cui capo non riesce a portare donne in parlamento perché – dice, senza accusare il minimo rossore – le signore non vogliono lasciare i mariti per andare a Roma, si permette di dare dei nazisti agli olandesi, un paese che da questo e da molti altri punti di vista sta a noi come noi stiamo a Paperopoli. Per dirne una, quando Hitler era davvero in giro gli olandesi, loro, stavano dalla parte giusta, caro il mio Giovanardi. E non hanno una Mussolini in parlamento, pe ddì.

Va da sé che dopo l’uscita di Giovanardi, dato che i guai non vengono mai da soli, tale Mosignor Sgreccia, presidente dell’indispensabile Accademia Pontificia per la vita – quella che non ricordo mai aver sentito difendere un solo condannato a morte in Texas o in Virginia – si sia affrettato a dichiarare che l’eutanasia è “moralmente grave quanto l’aborto”. Per una volta sono d’accordo. E non capisco infatti perché uno sia legale e l’altra no.

Sottoscrivo e, restando in argomento, ne approfitto per segnalare a chi non lo avesso visto il bellissimo Mare Dentro [edit 26/01/2009 by GZ: aggiornato link in quanto non più funzionante] di Alejandro Amenabar, un film toccante che affronta il delicato tema del diritto all’eutanasia.

Il lupo e il cardinale (Pacs 3)

Dal blog di Beppe Grillo

Ruini, di Stefano Benni, il lupo.

“Al cardinale dei Marines Ruini vorremmo far sapere.
Che quando consiglia o vieta, la smetta di dire “gli italiani”, e tenga presente che non tutti gli italiani sono cattolici.
Quindi rifletta se per lui esiste ancora la laicità, o se dobbiamo cambiare la costituzione.
Vorremmo anche fargli presente che esistono, oltre alla sua, molte altre religioni monoteiste o politeiste o eccetera, ognuna con una diversa idea della famiglia.

Che quando ci parla di “guerra al terrorismo” e “peccati orribili contro la famiglia” e lancia altre rampogne e anatemi, è suo diritto farlo, ma ci piacerebbe tanto, in qualche sua omelia, sentire parole come “perdono”, “dialogo”, “libero arbitrio “ e altre parole che fanno parte del Vangelo e del pensiero dei credenti, oltre che del corredo di ogni bieco ateo.

Che comunque il termine ateo, o laico, o come preferisce lui “miscredente”, non vuole dire:” nemico della fede”, ma “che ha altre idee rispetto alla fede”, in special modo rispetto alla fede del cardinale Ruini. Se non capisce questo il cardinale finisce per assomigliare pari pari a quei signori della fatwa che non gli piacciono.

E poi, non ha qualche sospetto quando Calderoli lo approva entusiasticamente ?
E con tutte le ore che passa in alte riunioni, meeting, interviste e televisioni, ha il tempo di andare a conoscere una famiglia vera?
E infine se ha tanti consigli e certezze e soluzioni per la famiglia, perché non si sposa?”

Prendere atto della realtà (Pacs 2)

Sempre sui Pacs, concordo totalmente con quanto scritto da Sergio Maistrello nel suo blog:

L’ennesima baraonda sul possibile riconoscimento delle coppie di fatto è indegna di un paese, non dico neanche europeo, ma civile. Eppure è talmente semplice: non stiamo parlando di cambiare la realtà, stiamo parlando di prendere atto – ci piaccia o meno – che la realtà è già cambiata da un sacco di tempo e che è necessario adeguare dignitosamente gli strumenti legali che regolano i legittimi spazi di ciascuno. Con buona pace della sacralità del matrimonio, che pure riconosco e rispetto: semplicemente stiamo parlando di un’altra cosa.

Il fallo di Ruini (Pacs 1)

Se un politico italiano avesso proposto di abolire il matrimonio religioso, l’intervento in sua difesa da parte della CEI sarebbe stato più che opportuno e avrebbe avuto la mia solidarietà.

Legittimo difendere i propri diritti. Difficile comprendere quando si vuole impedire a chi non ne ha di conquistarli.

E’ l’ennesimo intervento a gamba tesa del Cardinal Ruini nel dibattito politico italiano. Non sono arbitro, ma il fallo è evidente. Si abbia almeno il pudore di non esibirlo platealmente.