Archivio tag: esteri

Rassegna stampa internazionale /032

EarthASIA

Attualmente fra le due superpotenze asiatiche, Cina e India, non corre buon sangue. La stampa cinese attacca frontalmente il vicino di ricercare un’egemonìa nell’intera area, di cercare interlocutori e “amici” (leggi USA) più lontano, ignorando chi invece è vicino: e ciò per via del passato coloniale dell’India che non riuscirebbe quindi, in quest’ottica, a liberarsi dalla contaminazione anglosassone.

Tutto è cominciato da quando le merci cinesi hanno iniziato ad affluire nel territorio indiano, l’India a propria volta ha alzato barriere più alte di ogni altro paese. Sicuramente – come avevamo anticipato in numeri precedenti – l’allargamento dell’influenza cinese nell’Oceano Indiano è vista con preoccupazione, così come la cooperazione nucleare con gli USA è vista molto male da Pechino. Esistono peraltro ancora dispute territoriali fra Cina e India che si trascinano da decenni: per la Cina, la zona dell’Arunachal Pradesh, per l’India una parte del Kashmir.

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Rassegna stampa internazionale /031

EarthRAPPORTI CINA-USA

Cina e America rappresentano davvero una strana coppia. Ci sono voluti, dalla fine del secondo conflitto mondiale, più di trent’anni per riprendere normali relazioni diplomatiche; ora i due paesi sono, da dieci anni a questa parte, in una stretta interdipendenza economica. Si guardano con sospetto, ma non possono fare a meno l’uno dell’altro. Né il mondo può reggersi senza che le due potenze trovino un accordo.

La Cina vanta un credito di 800 miliardi di dollari verso gli USA, potendo quindi disporre di una potente arma di ricatto. Nel continente africano persegue una politica fortemente espansiva e, come abbiamo visto nei post precedenti, non si cura certo dei diritti umani per arrivare allo scopo. Molti al Dipartimento di Stato americano sono convinti che sia la Prussia del XXI secolo. Eppure gli USA vantano un PIL pro capite 14 volte superiore a quello cinese, le spese per armamenti sono sei volte quelle cinesi e il predominio americano sui mercati mondiali ancora difficilmente scalzabile.

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Rassegna stampa internazionale /030

EarthUSA

Le prospettive delle forze NATO in Afghanistan sembrano oggi peggiori di prima. Di fronte al numero di militari occidentali che continuano a morire in quel paese, si stanno smarrendo le ragioni di prorogare la permanenza, mentre le opinioni pubbliche in Occidente premono, se non per un ritiro, per un forte disimpegno. Eppure le ragioni per continuare non mancano. Innanzitutto, un rafforzamento dei Taliban, vicino ad uno stato di per sé pericolosissimo come il Pakistan, creerebbe ancor più instabilità. Secondo, il ritiro dell’Occidente da lì rafforzerebbe i terroristi nella volontà di colpire ancor di più l’Occidente; infine, un ritiro suonerebbe come un tradimento verso quella parte di popolo afghano che, confidando nell’Occidente, si sta progressivamente staccando dai Taliban: questo significherebbe far acquisire nuovi adepti al terrorismo.

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Rassegna stampa internazionale /029

EarthEUROPA

Dopo il referendum irlandese di approvazione del Trattato di Lisbona, sono in molti gli analisi a domandarsi cosa farà l’Europa da grande: un ruolo da comprimario fra USA e Cina, con Brasile e India pronte a superarla; o un protagonismo politico ed economico su scala globale?

Ci sono ostacoli ed opportunità. Fra i primi ci mettiamo sicuramente il Trattato stesso, oscuro nel linguaggio, complicato nelle procedure, e difficilmente oggetto di identificazione per gli oltre quattrocento milioni di persone abitanti nel continente. Aggiungiamo ancora l’euroscetticismo di marca britannica, che potrebbe, sotto un governo conservatore, portare i cittadini ad esprimersi sul Trattato di Lisbona creando sconquassi maggiori.

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Rassegna stampa internazionale /028

EarthECONOMIA

Le previsioni economiche di breve termine indicano un rallentamento di quella spirale catastrofica in cui l’economia sembrava essersi avvitata irrimediabilmente. Siamo tornati alla normalità o è un’apparenza di essa? Più verosimile la seconda ipotesi, se osserviamo attentamente la forte ripresa della disoccupazione e il massiccio intervento statale nell’economia che ha evitato guai peggiori.

Tuttavia alcuni sostengono che una ripresa ci sarà, anche se non nell’entità tale da riportare l’economia ai livelli pre–crisi; altri, più pessimisti, sostengono che i tassi di investimento si manterranno molto contenuti, così come i consumi.

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Rassegna stampa internazionale /027

EarthLE ELEZIONI DEGLI ALTRI

Il 27 settembre prossimo si terranno le elezioni in Germania. Si tratta di uno snodo cruciale per l’intera politica europea, soprattutto per i riflessi geopolitici che ne scaturiranno.

I sondaggi accreditano la vittoria della Merkel che ha dimostrato pragmatismo e duttilità nella sua azione di governo, specialmente nel fronteggiare la crisi finanziaria.

Il vero problema è come iniziare una vera riforma del mercato del lavoro,della scuola,del welfare coi suoi costosissimi sussidi se,come probabile,anche in caso di buona affermazione della CDU si dovrà formare una coalizione. Con chi?

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Rassegna stampa internazionale /026

EarthVIAGGIO NEGLI USA (2)

Nell’ultima edizione avevamo esaminato da vicino quale fosse la situazione reale dei lavoratori americani, e quale prezzo stessero pagando per far riprendere l’economia americana. Questa volta diamo indicazione di tre argomenti che i lettori più pazienti potranno approfondire.

Il primo, a completamento del numero precedente, attiene alle conseguenze della prolungata occupazione di lavoratori con elevata anzianità lavorativa nelle aziende: queste, specie in questi momenti di crisi ed incertezza, non se ne vogliono privare considerata l’esperienza di costoro. Né gli stessi lavoratori vogliono ritirarsi dato che, in moltissimi casi, la bufera dei mutui li ha privati della casa o li ha oberati di debiti per mantenerla o li ha messi in condizione di cercarsene un’altra. Questa situazione contribuisce ad innalzare il tasso di disoccupazione, ai livelli più alti da venti anni a questa parte: ognuno può capire la difficoltà per i giovani di inserirsi nel mondo del lavoro e, unendo questa rappresentazione con quella fornita nel numero scorso, il quadro che ne esce è davvero desolante.

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Rassegna stampa internazionale /025

EarthSPECIALE: LAVORO, L’ALTRA FACCIA DEGLI USA

Vorrei riprendere il discorso con i lettori di questa rubrica segnalando un interessante report del settimanale americano The Nation. Il titolo scelto non è casuale: si tratta di esaminare da vicino come negli USA si sta ricostruendo il processo di accumulazione che è sempre alla base di qualsiasi esperienza capitalista.

Parliamo di diritti negati ai lavoratori americani: violazioni dei minimi salariali, mancato pagamento degli straordinari, eliminazione di pause dal lavoro, esclusione dal lavoro se si protesta per infortuni subiti, assenza di minime coperture previdenziali ed assicurative.

La percentuale di tali violazioni supera mediamente il 30% dei lavoratori americani. Chi reclama, può vedersi sospeso senza giustificazione o licenziato; se immigrato, una tipica minaccia è quella di chiamare gli Uffici Anti Immigrazione che alla minima irregolarità possono rimpatriare il malcapitato con la sua famiglia al paese d’origine.

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Rassegna stampa internazionale /024

EarthSPECIALE INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE (The Economist June 29th 2009)

L‘invecchiamento della popolazione sta ponendo problemi e prospettive assolutamente sconosciuti nei secoli precedenti. L’età media sul pianeta, oggi attestata a 29 anni, è destinata a salire fino a 38 anni intorno al 2050 allorché la popolazione potrebbe attestarsi sui nove miliardi di abitanti.

Quali fattori stanno producendo una simile situazione?

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Rassegna stampa internazionale /023

EarthECONOMIA

Gli investitori sono apertamente preoccupati che i giorni bui non siano alle spalle, ma ancora da venire. Potrebbe profilarsi un’altra bolla speculativa all’orizzonte, e gli esiti del terzo trimestre saranno decisivi per capire le prospettive.

I prezzi dei generi alimentari sono saliti, a livello mondiale, enormemente fra 2007 e 2008 e centinaia di milioni di persone si sono trovate nella povertà e nell’indigenza assolute.

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