- Perché hai fatto la pubblicità al tuo libro sul Fatto Quotidiano e hai dato l’unica intervista a noi?
- Perché siete una cosa nuova. Mi piace la vostra veste grafica, sembrate un giornale ucraino degli anni Sessanta.
Stefano Benni risponde a Marco Travaglio su “Il Fatto Quotidiano” di oggi
Brunu Vespu e Pigu Battistu di Marco Travaglio
da “Zorro”, L’Unità 12/03/2009 [via Voglio Scendere]
Per due sere di fila, Porta a Porta ha processato i due rumeni che non hanno commesso lo stupro della Caffarella. Appena usciti dal tribunale, avvocati e poliziotti si trasferivano al TeleRiesame per proseguire il dibattito, anzi il dibattimento, spiattellando verbali a favore di telecamera. Vespa trasmetteva il filmato della confessione (poi ritrattata) del “biondino” e domandava perché mai uno dovrebbe accusarsi di un reato che non ha commesso. Poteva chiederlo a David Mills, ma lui non si occupa di queste inezie. Già, che accadrebbe se circolasse il video-interrogatorio di Mills (18-7-2004) e qualcuno lo trasmettesse, come ha fatto Vespa con quello di Alexandru Loyos (18-2-2009)? Saremmo sommersi di strilli contro la gogna mediatica, la violazione della privacy e del segreto (che su atti depositati non esiste).
Invece, trattandosi di rumeni, silenzio di tomba: l’insetto ha detto che il video “è stato messo a disposizione nostra e degli altri organi d’informazione”, senz’aggiungere che la legge-bavaglio Al Fano, da lui più volte applaudita, gli avrebbe vietato non solo di mostrarlo, ma anche di parlarne. Pena la galera. Per fortuna, a denunciare la “persecuzione politico-giudiziaria”, l’”ossessione forcaiola”, la “ghigliottina mediatica” che fabbrica “mostri in effige” (sic), rammentando la sacra “presunzione d’innocenza”, ha provveduto Pigi Battista in un vibrante fondo sul Corriere. Anzi no, mi dicono che queste parole Battista le ha scritte per Mastella, Del Turco, D’Alfonso e Margiotta, peraltro mai scagionati. Per Mastellu, Del Turcu, D’Alfonsu e Margiottu, c’è tempo.
Famiglia Cristiana [...] è un’ottima cartina al tornasole per misurare il rapporto fra i nostri politici e la libertà di stampa. Che, per lorsignori, corrisponde alla libertà di applauso. La critica non è ammessa, né a destra né a sinistra.
L’articolo completo di Marco Travaglio (“Ora d’aria” – l’Unità, 20 agosto 2008)
Quoto e diffondo il titolo e l’articolo di Marco Travaglio (da Voglio Scendere)
Nella scorsa legislatura ebbero grande risonanza mediatica (almeno sui giornali) gli appelli promossi e firmati da alcuni fra i nostri più prestigiosi giuristi e docenti universitari contro le leggi vergogna del governo Berlusconi e contro gli attacchi dell’allora premier all’indipendenza e all’autonomia della magistratura. Qualcuno si domanderà: che fine han fatto quei giuristi e docenti universitari ora che le leggi vergogna (dall’indulto al bavaglio di Mastella ai giornalisti su intercettazioni e atti d’indagine) le promuove il centrosinistra, ora che gli attacchi all’indipendenza e all’autonomia della magistratura li muove l’Unione all’unisono col centrodestra?
Ottima domanda. Ma la risposta è ancora meglio: gli stessi giuristi e docenti universitari, il 29 ottobre, hanno promosso e sottoscritto un appello contro l’incredibile richiesta di trasferimento del pm Luigi De Magistris da parte del cosiddetto ministro della Giustizia (se n’è occupato proprio oggi il Csm, per rinviare un’altra volta). I princìpi citati dall’appello sono gli stessi che sostenevano gli appelli anti-Berlusconi. Che cos’è cambiato? Che nessun giornale ha pubblicato l’appello. I giornali di destra pretendevano di censurare i riferimenti alla continuità col governo Berlusconi. I giornali di sinistra, evidentemente, preferiscono non disturbare il manovratore. Anzi, i manovratori. I giornali “indipendenti”, anzichè esserlo dagli schieramenti, lo sono dalla verità dei fatti. Pubblico l’appello “clandestino” qui di seguito, con i nomi dei primi firmatari. Come si diceva qualche anno fa, leggete e diffondete.
Link: L’appello
Nessuna violazione del segreto, nessuna fuga di notizie.
Di che parlano, allora, le più alte cariche dello Stato? Possibile che non abbiano nulla da dire sugli onorevoli D’Alema, Fassino, Latorre, Cicu, Comincioli e Grillo (Luigi) che scalavano banche abusando del proprio potere, alle spalle dei propri elettori?
Possibile che, ogni qual volta il termometro segnala la febbre e il medico diagnostica la malattia, le alte cariche se la prendano col termometro e col medico?
La versione completa dell’articolo di Marco Travaglio è sul blog di Beppe Grillo
da l’Unità del 3 ottobre 2006
Odo Gelli far festa
di Marco TravaglioL’intervista di Maurizio Costanzo (tessera P2 n. 1819) a Vittorio Emanuele di Savoia (tessera P2 n. 1621) su Canale 5 diretto da Massimo Donelli (tessera P2 n. 2207) e di proprietà di Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) è stata un momento di grande televisione.
Sia per l’atmosfera di gaia rimpatriata, sia per un certo qual retrogusto di buon tempo antico. Tutto passa, tutto scorre, ma l’ancoraggio alla miglior tradizione nazionale non viene mai meno: la P2, se Dio vuole, è viva e lotta insieme a noi. Prossimamente su questi schermi: Costanzo intervista Gelli (remake del celebre tete à tete sul Corriere del 5 ottobre 1980), Costanzo intervista Cicchitto, Costanzo intervista Berlusconi (ma questa dobbiamo averla già vista da qualche parte). Domenica i due muratorini fingevano di non conoscersi. Si davano del lei. Fratello Maurizio, con fare paterno, anzi fraterno, dispensava buffetti al fratello Vittorio, trattato un po’ come il fratello scemo: “Principe, attento alle cattive compagnie, che poi la trascinano sulla cattiva strada”. “Dottore, la ringrazio di questa opportunità e dei buoni consigli”. “Principe, abbiamo letto le sue telefonate, non crede di doversi scusare?”. “Ma certo, Dottore, sono stato coinvolto senza saperlo, avrò fatto delle cattive scelte, degli errori, me ne pento e me ne scuso”. “Principe, che umiltà! Questa non me l’aspettavo, è una cosa molto importante”. “Dottore, mi scuso con le donne, cosa si farebbe senza…”. “Principe, dovrebbe scusarsi anche con i sardi”. “Ma certo, l’ho già fatto e scritto”. “E poi, principe, ci sarebbe quel ragazzo, Hamer, morto a cavallo”. “Oh, dottore, m’è dispiaciuto molto il decesso di quel povero ragazzo, ma io non c’entravo nulla. Sa, io sono stato sempre armato soltanto di buone intenzioni”. “Ma principe, non dica così, per carità…”.
Chi vedeva la trasmissione s’è fatto l’idea che il cosiddetto principe sia stato arrestato a Potenza per qualche parolaccia telefonica.
Purtroppo l’accusa parla di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione (per i traffici al casinò di Campione) e allo sfruttamento della prostituzione (per le ragazze dell’Est che il gentiluomo si faceva procurare da una gang di malfattori). Senza contare la lettera anonima commissionata a un malavitoso contro il direttore di Novella 2000 Luciano Regolo, con scritto: “Sei morto”. Insomma, non l’hanno arrestato per quel che ha detto, ma per quel che ha fatto. Solo che quel che ha fatto non lo racconta mai nessuno. Nel migliore dei casi, si sorvola. Nel peggiore, si mente.
Lunedì scorso Vespa ha parlato a lungo dell’inchiesta di Potenza col ministro Mastella, accusando i magistrati di passare i verbali degl’interrogatori ai giornali, che li pubblicano l’indomani: una balla colossale, visto che mai dalla Procura di Potenza è uscito un solo interrogatorio di indagati che non fosse già pubblico, cioè depositato ai difensori, o al gip, o al Riesame, o contenuto in un’ordinanza di custodia. Vespa aggiunse che i magistrati avevano perseguitato il povero principe con domande intime sulle sue abitudini sessuali e avventure extraconiugali, mettendolo in cattiva luce con la mogliettina che l’aspettava trepidante a casa. “Manco fosse indagato per sfruttamento della prostituzione”, commentò l’insetto, ignaro del fatto che il Savoia è indagato proprio per sfruttamento della prostituzione. Mastella, che in teoria sarebbe il ministro della Giustizia e ha già sguinzagliato gl’ispettori a Potenza, non aveva nulla da obiettare nemmeno alla seconda superballa, raccontata – fra l’altro – da un giornalista in plateale conflitto d’interessi, visto che era stato immortalato dalle intercettazioni di Potenza mentre concordava col portaborse di Fini un’intervista “cucita addosso” al leader.
Grazie all’Ordine dei giornalisti che ha sospeso per 12 mesi un giornalista-spione sul libro paga del Sismi e per pochi mesi tre firme telecomandate da Moggi, sappiamo che certe cose non si possono fare, anche se chi le fa rischia poco o nulla.
[via OneMoreBlog]
La loggia massonica segreta Propaganda Due (P2) su Wikipedia
Già lo so, verrò etichettato subito da alcuni come forcaiolo. Ma sono d’accordo, e non è la prima volta, con Marco Travaglio e il contenuto del suo commento nel blog di Beppe Grillo alla lettera di Fassino sull’indulto.
I fatti, per ora, si chiamano indulto salvacorrotti e, prossimamente, legge contro i pm che fanno intercettazioni e i giornalisti che le pubblicano. Altra trovata di Mastella, su testi e musica di Berlusconi. Se queste porcate le facesse il Cavaliere, scenderemmo tutti in piazza. Spero che lo faremo anche se le fanno i centrosinistri insieme a Berlusconi. Anzi, soprattutto per questo. Li abbiamo votati, ma ce la pagheranno.
Per quanto mi riguarda, da elettore (diffidente) del centrosinistra, ho cominciato come un attento insegnante a segnare i “più” e i “meno” dopo gli atti di questo governo. Il mio voto non era una delega in bianco. C’era un programma: lungo, un po’ paraculo, vago (talmente vago che in molti punti, anziché operare una sintesi chiara di compromesso tra le varie posizioni, elencava opportunisticamente principi che potevano andare bene a tutti). Ma c’era. E ricordo le dichiarazioni sulle priorità dei primi cento giorni.
Cari Prodi & C., come si suol dire, a buon rendere!
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