Archivio tag: medio oriente

Rassegna stampa internazionale /037

EarthIL SUMMIT DI COPENHAGEN

La Conferenza sul clima a Copenhagen può diventare un ulteriore luogo carico di retorica, senza che nulla concretamente venga fatto per la soluzione dei problemi ambientali che affliggono il pianeta.
La discussione non verte su quali tecnologie possano sostituire il petrolio bensì su due argomenti precisi: il taglio delle emissioni ed il costo ad esso associato. Se si vuole entro il 2020 contenere l’aumento della temperatura sul pianeta entro i due gradi, i grandi paesi industrializzati devono ridurre le emissioni del 40% ed aiutare concretamente i paesi più poveri – colpiti maggiormente dall’inquinamento dei primi – ad investire in tecnologia pulita. Ovviamente questo trascina con sé una quantità enorme di problemi – dove reperire le risorse, quali ristrutturazioni intraprendere sul piano industriale, quali ricadute sul piano occupazionale, quali modifiche della fiscalità debbano attuarsi, se sia più conveniente sussidiare la ricerca e l’utilizzo delle fonti alternative tralasciando rincari fiscali sul carbone o no. Certo è che la soluzione ottimale sarebbe quella di uscire dal summit con un accordo in grado di tradursi a livello nazionale in politiche operative: non si pretenda subito l’impossibile, ma almeno un segnale di cambiamento.

[Fonte: 01]

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Rassegna stampa internazionale /036

EarthCINA

Come è possibile che in Cina i dati mostrino un incremento abnorme delle vendite di automobili, ed un consumo in calo del carburante? Secondo alcuni la contraddizione si spiega nel fatto che il governo cinese abbia ordinato alle industrie di stato di comprare veicoli indipendentemente da una necessità effettiva, mentre i dati relativi alle vendite dal dettagliante al consumatore finale rimangono un mistero assoluto. A parte questi escamotages, non si può però tacere del fatto che la mentalità dei cinesi è cambiata: è stato ridotto l’uso dell’automobile allo stretto necessario ed incrementato l’utilizzo di quelle a minor impatto ambientale.

[Fonte: 01]

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Rassegna stampa internazionale /031

EarthRAPPORTI CINA-USA

Cina e America rappresentano davvero una strana coppia. Ci sono voluti, dalla fine del secondo conflitto mondiale, più di trent’anni per riprendere normali relazioni diplomatiche; ora i due paesi sono, da dieci anni a questa parte, in una stretta interdipendenza economica. Si guardano con sospetto, ma non possono fare a meno l’uno dell’altro. Né il mondo può reggersi senza che le due potenze trovino un accordo.

La Cina vanta un credito di 800 miliardi di dollari verso gli USA, potendo quindi disporre di una potente arma di ricatto. Nel continente africano persegue una politica fortemente espansiva e, come abbiamo visto nei post precedenti, non si cura certo dei diritti umani per arrivare allo scopo. Molti al Dipartimento di Stato americano sono convinti che sia la Prussia del XXI secolo. Eppure gli USA vantano un PIL pro capite 14 volte superiore a quello cinese, le spese per armamenti sono sei volte quelle cinesi e il predominio americano sui mercati mondiali ancora difficilmente scalzabile.

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Rassegna stampa internazionale /028

EarthECONOMIA

Le previsioni economiche di breve termine indicano un rallentamento di quella spirale catastrofica in cui l’economia sembrava essersi avvitata irrimediabilmente. Siamo tornati alla normalità o è un’apparenza di essa? Più verosimile la seconda ipotesi, se osserviamo attentamente la forte ripresa della disoccupazione e il massiccio intervento statale nell’economia che ha evitato guai peggiori.

Tuttavia alcuni sostengono che una ripresa ci sarà, anche se non nell’entità tale da riportare l’economia ai livelli pre–crisi; altri, più pessimisti, sostengono che i tassi di investimento si manterranno molto contenuti, così come i consumi.

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Rassegna stampa internazionale /023

EarthECONOMIA

Gli investitori sono apertamente preoccupati che i giorni bui non siano alle spalle, ma ancora da venire. Potrebbe profilarsi un’altra bolla speculativa all’orizzonte, e gli esiti del terzo trimestre saranno decisivi per capire le prospettive.

I prezzi dei generi alimentari sono saliti, a livello mondiale, enormemente fra 2007 e 2008 e centinaia di milioni di persone si sono trovate nella povertà e nell’indigenza assolute.

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Rassegna stampa internazionale /022

EarthECONOMIA GLOBALE

Dopo due anni terribili, si sta forse raggiungendo, fra economisti ed addetti ai lavori, un consenso di massima sulla Grande Recessione che ci ha colpito a seguito del collasso del sistema bancario e finanziario internazionale. Innanzitutto sembra essere stato accettato il principio per il quale occorresse, ed occorra, una forte iniezione di capitali per fronteggiare la crisi; così pure, secondo questa nuova dogmatica emergente, che il nadir dei valori azionari sia stato raggiunto a marzo di quest’anno e che ora, molto lentamente avverrà la ripresa.

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Rassegna stampa internazionale /021

EarthECONOMIA

Secondo il banchiere italiano Bini Smaghi, membro del board della BCE, l’UE sta sprecando una grande opportunità nel garantire la sua stabilità futura. Sta lentamente scemando la volontà di apportare riforme serie, di ordine strutturale e tali da garantire pieni poteri alle autorità comunitarie su quelle nazionali. Ci sono spinte nazionalistiche molto forti volte a garantire lo status quo, e questo fa perdere terreno all’UE rispetto agli USA.

Come procede la situazione nel resto del mondo, specie nei paesi BRIC (acronimo di Brasile, Russia, India e Cina)? Questi Paesi si sono incontrati in un recente vertice a Yekaterinenburg e la vera rilevanza è data dall’ordine del giorno dei temi in discussione: riforma del FMI, eventuale dismissione del dollaro come valuta di riserva. Le economie di questi paesi si stanno riprendendo e lasciano alla crisi un connotato puramente occidentale, con l’unica eccezione della Russia.

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Rassegna stampa internazionale /020

EarthECONOMIA

Il deficit che gli USA stanno accumulando, rispetto al loro PIL, sta diventando, oltre che economico, anche un problema di ordine psicologico. I tassi di interesse sul lungo termine sono aumentati di molto e l’addensarsi della questione relativa alla copertura sanitaria e previdenziale universale per tutti i cittadini è usata dai repubblicani come grimaldello contro Obama e i democratici.

Il problema del debito pubblico taglia trasversalmente tutto l’Occidente, a prescindere dal colore dei vari Governi. Nel breve periodo iniettare liquidità è doveroso, ma poi fin dove spingersi?

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Rassegna stampa internazionale /016

EarthECONOMIA

Il FMI sostiene che l’UE dovrebbe introdurre degli stress test nei confronti delle proprie banche, seguendo il modello proattivo degli USA. Il problema è che nessuna banca intende pubblicare i risultati di una simile verifica, necessari per ripristinare la trasparenza e la fiducia dei risparmiatori verso il sistema: e questo, in un contesto in cui si prevede una ripresa solo a partire, se va bene, dalla seconda metà del 2010 non è propriamente il massimo.

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Rassegna stampa internazionale /015

EarthECONOMIA

Tiene assolutamente banco la vicenda FIAT nelle cronache finanziarie internazionali. FT inizia il suo resoconto accennando alla molto tiepida accoglienza ricevuta da Marchionne in Germania per discutere dell’assorbimento della Opel: è fortemente temuto un ridimensionamento degli impianti a Kaiserslautern con conseguente perdita di posti di lavoro.

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